La Rabbia Come Prezioso Alleato (Parte 2)

È possibile esprimere la nostra rabbia
senza che qualcuno debba necessariamente esserne vittima?
 

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QUali alternativE abbiamo per esprimere la rabbia?

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Cosa fare dunque di questa potente e scomoda emozione quando inizia a farsi sentire? Ci sono tre importanti passaggi che possiamo seguire perché non crei eccessivo disagio e soprattutto non danneggi nessuno:

  1. Innanzitutto identificarla. Il primo passo è quello di riconoscere l'arrivo della rabbia senza subito mobilitarci per scaricarla, nasconderla o metterla da qualche parte. Poiché l'ansia è un utile indicatore dell'arrivo di un'emozione scomoda, domandare a noi stessi: "Cosa sto provando? Perché mi sento a disagio?"
  2. Una volta identificata, è importante cercare di accettarla, facendo una scelta consapevole di non respingerla ma di concedercela ed accoglierla, anche se non ci sentiamo pienamente a nostro agio con essa. Può aiutare affermare a noi stessi: "Sono arrabbiato e va bene così." Respirare e ripetere più volte mentalmente o ad alta voce questa frase ci aiuta a riconoscerla come qualcosa di naturale.
  3. Il passo successivo è quello di provare a sentire questa rabbia a livello fisico. Poiché spesso è concentrata in un punto specifico del nostro corpo, abbiamo l'opportunità di fermarci un attimo chiedendoci: "Dove la sento la mia rabbia?" Se ci ascoltiamo, potremmo sentirci chiamati in una zona contratta, dolente o particolarmente calda del nostro corpo. Portando lì la nostra attenzione, facendo respiri profondi ed immaginando di farli esattamente in quel punto, possiamo aiutare l'energia accumulata a "sciogliersi" e tornare a scorrere liberamente, dandoci un senso di maggiore forza e vitalità. Se siamo in grado di farlo anche solo per un minuto di fila, questo processo può avere effetti sorprendenti sul nostro stato emozionale e fisico.

A questo punto l'intensità della rabbia potrebbe essere diminuita. Questo non perché l'obiettivo fosse di mandarla via, ma perché se ci concediamo di accogliere, respirare ed osservare questa emozione nel nostro corpo, essa avrà libertà di movimento. Non essendo più focalizzata in un unico punto, potrà seguire il suo corso naturale lasciando il suo posto ad altro. Diversamente, se cerchiamo di mandarla via, è più facile che la sua presenza si protragga anche per giorni (in alcuni casi, anche per anni).


Quali vantaggi ci porta?

  • Aver spostato l'energia dalla mente al corpo (quindi dall'alto verso il basso) ci ha permesso di essere più radicati. Un effetto naturale di questo radicamento è che l'ansia, che solitamente si manifesta alla comparsa della rabbia, per lo più scompare. Siamo dunque meno agitati senza aver dovuto allontanare l'emozione. 
  • Essere più calmi ci permette di essere anche più lucidi, il che potrebbe portarci a riconoscere i veri motivi del nostro stato d'animo. Sapere cosa ha innescato la nostra rabbia fa luce sulle nostre tematiche interiori e ci aiuta nella loro elaborazione.
  • Avere maggiore chiarezza sul perché di ciò che proviamo ci permette di scegliere con maggiore facilità quello di cui abbiamo bisogno in quel momento. Potrebbe esserci qualcosa che abbiamo bisogno di fare o di dire in qualche ambito della nostra vita oppure potremmo avere semplicemente bisogno di prendere un momento per noi stessi e guardare una tematica che ci manda in reazione.
  • Poiché la rabbia è un'energia, tentare di bloccarla quando si presenta può portare a sentirci improvvisamente esausti e privi di forze. Questo accade perché di fronte ad un'emozione per noi pericolosa, viene automaticamente implementato un "protocollo di emergenza" per farle fronte. A livello inconscio scegliamo di "spegnere l'interruttore, togliendo corrente" a tutto il sistema. Così ci assicuriamo che questa rabbia non possa far del male a nessuno ma, per quanto efficace, non si rivela essere un sistema particolarmente efficiente, poiché ci porta ad essere spossati. Lasciarla scorrere vuol dire ritrovare il nostro equilibrio energetico e senso di vitalità.
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Alcuni di noi hanno vissuto esperienze che ci hanno portati a sviluppare una grande rabbia interiore che viene innescata in diverse situazioni della nostra vita. È difficile imparare da soli a gestirla ed in questi casi è utile e opportuno trovare una figura terapeutica alla quale rivolgersi per ricevere aiuto ad esprimerla ed elaborarla in un contesto sicuro e qualificato. In affiancamento a questo tipo di lavoro è anche utile praticare attività che portano a muovere il proprio corpo, permettendo alla nostra energia di circolare ed essere espressa, tra cui gli sport, la danza, attività artistiche, il lavoro manuale, le camminate all'aria aperta e la sessualità. Naturalmente nessuna di queste attività è sostitutiva di un lavoro terapeutico specifico, poiché un eccesso di rabbia potrebbe portarci svolgerle impropriamente e a correre il rischio di fare del male a noi stessi o ad altri. 

Diversamente, quando impariamo a familiarizzare con questa rabbia, diventa un'enorme fonte di energia che possiamo incanalare in diverse attività nella nostra vita. Può diventare determinazione sportiva, creatività artistica, aggressività positiva, assertività per affermare i nostri diritti e confini, perseveranza per raggiungere un obiettivo, resilienza di fronte ad avversità e molto altro.

Quando la rabbia smette di essere "pericolosa", inizia ad essere vista per quella che è: un'energia potente, una grande risorsa e un prezioso alleato al nostro fianco nella vita di tutti i giorni.

Ian Ritter

Ian Ritter Evolution, Città, Città Studi, Lombardia,