Supervisioni Professionali

Più della metà delle persone con cui lavoro regolarmente sono professionisti della salute: medici, psicologi, infermieri, psichiatri, coach, counseloroperatori olistici, massaggiatori, ecc. Ovvero, individui che quotidianamente hanno a che fare con altre persone in una relazione d'aiuto di qualche tipo. Svolgere queste professioni, affrontando ogni giorno tematiche profonde e delicate, può avere un impatto sulla vita privata e sulla salute di chi le pratica. 

I motivi per cui vengo contattato da questi tipi di professionisti sono prevalentemente tre:

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  1. Drenaggio e Assorbimento Energetico
    Lavorare con persone affette da qualche forma di disturbo fisico, psicologico o emotivo spesso porta ad essere drenati delle proprie energie. Non è raro che questi professionisti si trovino a fine giornata ad essere completamente esausti e privi di forze. Alla lunga, questo può portare ad un esaurimento psicofisico (burnout). Ciò accade perché chi è quotidianamente a stretto contatto con persone affette da patologie fisiche e psichiche può assorbire l'energia (spesso non pulita) dei propri pazienti/clienti

  2. Clienti "Difficili" e Tematiche Personali:
    Chiunque faccia questo tipo di lavoro è sottoposto a continue sollecitazioni nelle proprie tematiche personali, rendendo le cose molto difficili se queste tematiche non sono ancora state sufficientemente elaborate. Questo fa sì che si renda necessario ricevere un supporto specifico per meglio comprendere ciò che accade durante una visita/sessione con il proprio cliente ed elaborarlo in modo da poter ritrovare il proprio centro e fare il proprio lavoro in maniera efficace
     
  3. Benessere Emozionale:
    Per proteggersi dal grande stress emozionale di tematiche anche gravi da cui sono affetti bambini, anziani ed adulti, alcuni professionisti creano una corazza. Questo porta inevitabilmente a bloccare l'intera sfera emozionale e dunque anche la propria empatia e quelle emozioni sane e necessarie nella vita personale di ciascun individuo. 
     

In merito a queste tre tematiche, il lavoro che svolgo con i professionisti che si rivolgono a me è:

In relazione al punto 1 - Drenaggio e Assorbimento Energetico:

  • Sessioni di Terapia Energetica (di persona o a distanza) nelle quali ricostituire, riequilibrare, riallineare e riparare il campo energetico;
  • Aiutare la persona ad identificare quali sono le tipologie di clienti/pazienti (o persone in generale) più inclini ad assorbire energie;
  • Sviluppare la sensibilità per cogliere i segnali ed accorgersi quando questa dinamica è in corso; 
  • Dare gli strumenti per proteggersi da questo fenomeno senza né far sentire sbagliato il proprio cliente/paziente, né disconnettersi facendolo sentire "abbandonato"; 
  • Sapere cosa fare nella propria vita personale per recuperare queste energie ed eventualmente eliminare dal proprio sistema energetico quelle energie che non ci appartengono; 
  • Imparare a tutelarsi da queste dinamiche energetiche senza chiudere il cuore verso i propri clienti/pazienti;
  • Apprendere quali sono le "strutture caratteriologiche" che, in maniera inconscia, utilizzano queste "difese energetiche" e perché;
  • Entrare in contatto con il proprio sistema corpo/mente/emozione/spirito e meglio comprendere qual è il regime lavorativo più consono a sé e applicarlo nella propria pratica professionale.

In relazione al punto 2 - Clienti "Difficili" e Tematiche Personali:

  • Fare sessioni individuali periodiche nelle quali affrontare i casi che più hanno messo in difficoltà il professionista ed affrontare quelle che possono essere le tematiche personali che ancora richiedono di essere elaborate più a fondo;
  • Avere gli strumenti per rendersi più neutri e meno reattivi ("difesi") in relazione a quei clienti/pazienti che più mettono in difficoltà;
  • Comprendere la differenza tra "difendersi" e "proteggersi" da un cliente e come questo si riflette nel rapporto terapeutico;
  • Riconoscere quali casi e quali clienti/pazienti sono alla propria portata e quali mettono in una condizione tale per cui non si riesce a fare il proprio lavoro al meglio; 
  • Elaborare le reazioni che pensare di riferire questi clienti ad altri professionisti possono scaturire dentro di sé (senso di inadeguatezza, paure a livello economico, ecc);
  • Affrontare l'aspetto economico ed energetico nel lavoro con i propri clienti (in che modo il bisogno del denaro dei nostri clienti ci porta a tenerli energeticamente legati a noi).

In relazione al punto 3 - Benessere Emozionale:

  • Approfondire se determinate situazioni vanno a toccare una tematica personale non completamente elaborata;
  • Trovare un modo efficace per proteggersi da quelle situazioni che creano un forte stress emozionale;
  • Scoprire se si è davvero in grado di svolgere questo tipo di lavoro senza troppe ripercussioni sulla propria vita personale;
  • Essere in grado di aprire il cuore a quelle persone in forte sofferenza senza essere trascinati via dalle emozioni;
  • Scoprire se ci si fa carico più del necessario della sofferenza altrui e imparare a "lasciare andare" ciò che non spetta a sé portare;
  • Riconoscere di cosa si ha bisogno per svolgere al meglio questo tipo di lavoro.

 


Quello dell'aiuto alla persona non è un lavoro facile e lo è ancora di meno se affrontato da soli. Avere bisogno di sostegno per lavorare e vivere meglio non vuol dire essere cattivi professionisti, è piuttosto una necessità primaria di qualsiasi essere umano ed è segno di responsabilità verso se stessi e verso i propri clienti.

Non dobbiamo farcela a tutti i costi da soli!